Tra media tradizionali e nuovi dispositivi

Audipress (società che raccoglie dati sulla lettura dei giornali in Italia) sostiene che la lettura digitale dell’informazione quotidiana sia aumentata del 9,1%.

Le testate giornalistiche sono state costrette, nell’ultimo ventennio, a seguire l’evoluzione di internet e, con la nascita dei giornali web, hanno contribuito a mutare radicalmente il modo di recepire le informazioni.  La scrittura degli articoli online è più chiara e sintetica, e si va incontro ad una più rapida acquisizione dell’informazione. Attenzione, rapidità non è sinonimo di superficialità. Il profilo che le testate forniscono sul web non può essere più basso di quello del giornale cartaceo, pena una forte perdita di credibilità.  Ciò che ha portato e porterà con il tempo le persone ad un cambiamento del mezzo di assimilazione delle notizie è una più facile fruibilità di esse. Gli articoli, infatti, contengono aggiornamenti in tempo reale e l’interattività offerta dai giornali sul web, si contrappone ad un feedback passivo, che avviene solo oralmente o per passaparola, di quelli cartacei. 

Quando si parla di cambiamento del metodo di ricezione delle informazioni non è però più sufficiente, di questi tempi, citare l’avvento dell’editoria online. Secondo le stime di Audipress, nel 2020 rappresentano solo il 18% le persone tra i 14 e i 34 anni a leggere quotidiani. Questo significa necessariamente che il resto delle persone comprese in questa fascia di età sia completamente a digiuno di notizie?  È da tempo ormai che si sente parlare di giornali che nascono sui social network, in particolare su Instagram. La comparsa di queste piattaforme deriva da una necessità di informazione da parte dei più giovani, che sembrano non identificarsi tra il pubblico a cui si rivolgono i giornali tradizionali. Tra i più famosi “giornali social” bisogna citare Will Ita e Torcha, che in pochissimo tempo hanno attirato migliaia di follower.

La divulgazione delle notizie portata avanti da queste piattaforme è semplice e riesce a raggiungere anche coloro a cui i quotidiani tradizionali non arrivano.

I più giovani cercano la semplicità: scorrendo la home di Instagram  possono imbattersi  in notizie attuali che attirano la loro attenzione e si adattano maggiormente ai loro interessi, piuttosto che andare in edicola ad acquistare un quotidiano.

In molti sono ancora scettici sulla reale qualità delle notizie divulgate da questi nuovi canali, il co-fondatore di Will Ita, Alessandro Tommasi, in un’intervista afferma: “Non credo che lo strumento sia la determinante della qualità dell’informazione, la qualità della carta stampata varia molto da chi la fa e anche dal giorno”. 

C’è, però, qualcosa che manca a questa nuove realtà del giornalismo che, invece, i giornali cartacei e online già affermati posseggono: la pluralità dell’informazione.

 Le testate giornalistiche sono numerose, pertanto offrono varie sfaccettature e punti di vista su uno stesso tema. Il numero di giornali nati sui social network, invece, è ancora troppo esiguo per offrire la giusta varietà di informazioni. In un futuro non troppo lontano, riusciranno questa nuove realtà editoriali a surclassare o almeno equiparare quello che per noi oggi rappresentano i giornali tradizionali? 

Rachele De Laurentiis, socio in prova area HR


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