Negli ultimi mesi il mondo si è reso protagonista di innumerevoli sconvolgimenti, basti pensare alla mutazione della conformazione geopolitica del continente europeo a seguito della Brexit e il successivo avvento del Covid. In tale contesto, ricco di incertezze, si innesta lo scandalo finanziario causato da Wirecard.

Wirecard AG è una società tedesca, dotata di licenza bancaria, specializzata nell’elaborazione di pagamenti elettronici e nella gestione del rischio finanziario. Fondata nel 1999, ha rapidamente scalato le gerarchie nazionali, divenendo il fiore all’occhiello del mondo Fintech tedesco, e internazionale, operando in Nuova Zelanda, Australia, Sudafrica, Turchia e Singapore. 

Si pensa che lo scandalo che vede protagonista il colosso tedesco abbia radici molto profonde, e che risalga addirittura ad inizio 2008. Tuttavia, è stato reso noto al mondo a partire dal 2019 grazie ad un articolo pubblicato dal Financial Times. La nota rivista inglese ha infatti accusato un alto dirigente di essere l’artefice di falsificazione di conti e riciclaggio di denaro in operazioni riguardanti il versante asiatico della società.

La vicenda assume un notevole rilievo se si considera che nel giugno 2020 la società di revisione Ernst & Young ha dichiarato di non poter certificare l’esistenza di depositi bancari in conti fiduciari per 1,9 miliardi di euro. Da lì a poco, la società è stata costretta a presentare istanza di fallimento e il valore delle proprie azioni crollò quasi del 100%.

Dopo aver brevemente analizzato il caso in questione, sorge spontanea la domanda: perché lo scandalo Wirecard è così importante in ottica mondiale? La risposta implica un’analisi più attenta e dettagliata della vicenda. Come prima cosa, il buco di bilancio di quasi 2 miliardi di euro doveva essere notato e opportunamente notificato molto prima del giugno 2020, considerando che le precedenti società di consulenza che curarono i bilanci di Wirecard furono KPMG e EY, due delle ben note “Big Four”. In aggiunta, tale scandalo pone sicuramente in cattiva luce una nazione come la Germania, nota per il proprio rigore formale e sostanziale ed in particolare il dito viene puntato contro la Bafin, la Consob tedesca, per la mancata vigilanza ed il mancato intervento in una situazione così delicata che intacca il pubblico risparmio. In tale ottica, il caso Wirecard è da considerarsi anche un monito per tutti i risparmiatori del mondo a non allocare mai la totalità delle proprie risorse finanziarie presso un unico ente al fine di evitare potenziali perdite a causa di illeciti.

Quando il mercato viene intaccato da scandali di tale portata le varie giurisdizioni muovono i primi passi verso l’adozione di norme sempre più stringenti che hanno l’indubbio vantaggio di sanare la singola fattispecie, ma che vanno, anche se in modo indiretto, a ledere la vera natura competitiva del mercato stesso. In tale ottica, una soluzione rivoluzionaria nel settore è costituita sicuramente dall’adozione di piattaforme che si basano sul concetto di Blockchain. Tale materia è al centro di numerosi dibattiti negli ultimi anni, ma se consideriamo la caratteristica fondamentale di una Blockchain, l’immutabilità, non è forse ciò di cui il mercato ha bisogno? 

Riccardo Silvestri, Associato in prova Area Consulenza d’Impresa


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