Il turismo è da sempre un settore in continua evoluzione – oggi più di ieri. 

Il key driver della costante trasformazione è Internet, il cui valore è quello di aver (ri)definito il rapporto delle persone in un nuovo tipo di comunicazione che posiziona il turista non più come soggetto passivo, ma protagonista attivo che condivide esperienze, recensisce luoghi e soggiorni, e genera contenuti attivamente prima, durante e dopo un viaggio, grazie soprattutto alle nuove tecnologie.

 “Chi è il turista oggi?”

Il turista 2.0 è bipolare nei comportamenti d’acquisto e nei modi di viaggiare, sempre informato e al contempo innovatore, infedele, illuso, impaziente e “intossicato” da migliaia di informazioni che circolano in rete ogni giorno. Si tratta di un turista più consapevole ed evoluto, pertanto con maggiori aspettative durante i suoi viaggi, divenuti brevi ma mirati durante il corso dell’anno.

La chiave di lettura – per chi lavora nel settore del turismo – è saper focalizzare l’attenzione sul turista per studiarne gli aspetti, lo stile di vita e gli interessi. Infatti, una segmentazione di tipo incrociata e psicografica, e non più socioeconomica, è fondamentale per la creazione di un prodotto di successo.

Qual è la chiave del successo? 

L’esperienza è ormai ciò che determina la scelta di una destinazione piuttosto che di un’altra. Il turista 2.0 sceglie più “di cuore” che “di testa”, arricchendosi di incontri, conoscenze, condivisione ed emozioni. 

Si è passati da un turismo di massa a un turismo motivazionale ed esperienziale, in cui il viaggiatore vuole imparare (learn) partecipando attivamente alle esperienze in loco (do) ed entrando in contatto con il territorio e la gente del posto, vivendo e sentendosi parte di qualcosa di grande (be local).

È così che genera un forte elemento emozionale che ha un impatto positivo sul ricordo e, quindi, nel tempo.

Per molti anni il modello turistico ha seguito una logica di massa, in cui il prodotto era standardizzato e poco flessibile, e mirava a soddisfare i bisogni del turista senza aggiungere alcun valore. 

Oggi, invece, sempre di più, il visitatore richiede soluzioni personalizzate, grazie anche alla tecnologia, che ha permesso lui di co-creare la propria proposta, dando vita alla propria vacanza.

L’offerta quindi evolve, ma tende a polarizzarsi sempre più ai due estremi: il lusso e il low-cost.

Per quanto due realtà opposte, il luxury travel e il cheap tourism trovano spazio in prodotti diversi all’interno della stessa esperienza di consumo: si può parlare a pieno titolo di “democratizzazione dell’esperienza di lusso”.   

  • Il “nuovo lusso” non è più elitario, ma più accessibile e alla portata della media dei viaggiatori. Il lusso non è più semplice possesso, bensì unicità dell’esperienza fisica, mobile e condivisibile, che sposta il focus dal luxury tourism service alla luxury personalized experience, che deve poter aggiungere valore al viaggio e alla persona (enrichment)
  • Il modello low-cost non va più identificato come un “turismo da straccioni”, ma più come un turismo che si accontenta di poco, viaggiando in bassa stagione, spendendo più in attività ed esperienze, ricercando relax e semplicità.

In questo settore, oggi, bisogna sapersi esporre, offrendo sul mercato non solo un servizio ad hoc che rispecchi i bisogni del singolo turista, ma che combini experience ed engagement all’interno di una community reale e al contempo virtuale. 

Il turista classico non esiste più, oggi è 2.0.

Claudia Cassano
Associato in prova Area Marketing


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