Nel corso degli anni, con lo sviluppo della tecnologia blockchain, si è appurato come sia possibile creare un valore aggiunto intorno ad asset preesistenti.

Questo processo è realizzabile grazie alla tokenizzazione, la quale permette di convertire, all’interno di una blockchain, la proprietà frazionata dei diritti di proprietà di un bene in token digitali, quest’ultimi successivamente acquistabili. Si può separare, quindi, il valore economico di un bene reale dal suo diritto di proprietà. 

La tokenizzazione di asset sta diventando una nuova frontiera dei business liquidi e non, riuscendo ad apportare valore e muovendo grandi flussi di denaro nei settori coinvolti. Essa è stata già applicata con progetti di grande valore nel mercato immobiliare (SolidBlock), dell’oro (Digix Coin), delle valute tradizionali (Tether), dell’arte (ArtSquare), e molti altri, portando all’apertura e alla creazione di nuove tipologie di asset tokenizzabili.

In un momento storico in cui l’accesso a fonti di finanziamento esterne diventa sempre più proibitivo sono nate innumerevoli piattaforme che consentono di raccogliere fondi mediante la cessione di token, facilitando così la realizzazione di numerosi progetti di grande valore e ad alto contenuto tecnologico, il tutto regolamentato e con la massima trasparenza grazie all’uso delle STO (Security Token Offering).

Alla luce di ciò, un ruolo chiave è ricoperto da società che si occupano dello sviluppo di exchange e di tokenizzazione degli asset, come Polymath o AlphaPoint, capaci di realizzare l’infrastruttura necessaria per semplificare l’integrazione della tecnologia blockchain con l’emissione di token.

La tokenizzazione ha un vantaggio dualistico: da un lato permette ad un ampio bacino di investitori di accedere a qualsiasi tipologia di asset diversificando il proprio portafoglio di investimento, dall’altro i venditori di asset traggono vantaggio aumentando il loro flusso di denaro.

Rispetto alla tradizionale quotazione in borsa tramite IPO (Initial Public Offering), vi sono numerosi benefici che la blockchain fornisce a questo tipo di processo: velocità di esecuzione, minore intermediazione, presenza maggiore sul mercato mondiale, riduzione notevole della manipolazione del mercato.

Il proprietario di un’opera d’arte, per esempio, può vendere parte della sua opera a un vasto gruppo di appassionati investitori. E’ ciò che è successo all’opera d’arte di Andy Warhol “14 Small Electric Chairs”. Grazie alla tokenizzazione, sono stati raccolti, attraverso la piattaforma “Maecenas”, circa 2 milioni di dollari in tokens, pari a una quota del 31% dell’opera d’arte, coinvolgendo 800 investitori (ognuno dei quali proprietario di una porzione dell’opera).

Sempre più società stanno optando per la tokenizzazione dei loro asset, contribuendo così a creare un ecosistema duraturo per lo sviluppo di tale tecnologia. Resta ora da chiedersi quale sarà il prossimo asset tokenizzato.

Roberto Rosato, Associato Area Marketing


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