Guida autonoma: introduzione a una tecnologia che cambierà il modo di spostarci

17 Feb

Guida autonoma: introduzione a una tecnologia che cambierà il modo di spostarci

La guida autonoma, cioè la tecnologia che porterà ad avere auto senza sterzo e senza volante, può sembrare un’assurdità proveniente da un film di fantascienza, ma non lo è affatto. Sarà invece una realtà sempre più diffusa, efficace e affermata nel giro di 5/10 anni.

Già oggi alcune auto dispongono di sistemi di autoguida che, in certi contesti (autostrada e strada extraurbana) sono in grado di prendere il pieno controllo dell’auto al posto del guidatore, il quale, al momento, per un insieme di ragioni giuridiche (responsabilità in caso di incidente) e tecniche (sistemi non ancora perfetti al 100%) deve comunque rimanere vigile con lo sguardo sulla strada.

Nel frattempo, a Phoenix, in Arizona, la divisione specializzata “Waymo” di Google, sta lavorando allo sviluppo della guida autonoma: ha avviato i test per una flotta di taxi senza pilota operanti in contesto urbano, e l’affidabilità del sistema è talmente elevata che è stato addirittura rimosso il guidatore umano “di sicurezza”.

I vantaggi che una tecnologia del genere può portare, sono innanzitutto da annoverare nell’ambito dell’efficienza: immaginate un’auto che vi porti a destinazione, vi apra la portiera e che vada a cercare parcheggio da sola, oppure, un taxi che, essendo sprovvisto di guidatore umano, possa operare 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno senza interruzioni.

L’auto potrà inoltre diventare un posto in cui lavorare e intrattenersi; il tempo che oggi viene “perso” alla guida di un’auto potrà essere speso più proficuamente.

Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla sicurezza. Semplicemente il pilota automatico non si distrae ed è dotato di sensi superumani. Il dato più rilevante è che le auto di Google, le più sicure in circolazione, hanno percorso su strada pubblica aperta al traffico 16.000.000 km, senza neanche un incidente, quando, come riporta l’NHTSA, negli USA si verifica un incidente ogni 790.000 km percorsi da guidatori umani.

Uno dei problemi dell’auto senza pilota è, però, il suo prezzo, che è alquanto elevato (può arrivare ad aggirarsi intorno a svariate centinaia di migliaia di euro) dovuto, in particolare, alla presenza di sensori LIDAR (dei “radar laser”) e di processori molto avanzati necessari per l’elaborazione dei dati. Proprio per questo, cambierà anche il modello di trasporto nel suo complesso: l’auto non si acquisterà più.

La soluzione potrebbe essere una sorta di incrocio tra taxi e car sharing a bassissimo prezzo, che sarà garantito dall’operatività continuativa e ininterrotta delle auto, oltre che dai costi di gestione relativamente bassi (rispetto a un taxi non bisognerà remunerare il lavoro del tassista). Si rinuncerà quindi all’auto di proprietà, mezzo totalmente inefficiente, che, come riporta Fortune, rimane per il 95% del tempo inutilizzato a occupare spazio pubblico, in favore di un approccio più intelligente, veloce e comodo.

Una voce fuori dal coro nello sviluppo di questa tecnologia, è Tesla, che rimpiazzerà i LIDAR con le videocamere. Questo approccio è stato spesso criticato dalla concorrenza, secondo cui le tecnologie di “image recognition” non sono ancora abbastanza evolute per garantire la sicurezza che la guida autonoma dovrebbe assicurare. Dall’altro lato sono evidenti i vantaggi di carattere economico: un sistema di videocamere costa al più qualche centinaia di euro, mentre per acquistare un singolo sensore lidar ne servono svariate decine di migliaia. Solo il tempo ci dirà quale sarà la scelta vincente.

Alessandro Fiastri, associato in prova area HR

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